La via Francigena è un cammino lunghissimo di 1800 km che inizia a Canterbury, in Inghilterra, e si conclude a Roma, in piazza San Pietro. Io l’ho percorsa da Aosta fino a Roma e, se dovessi scegliere il tratto più bello, non avrei dubbi: la Via Francigena Toscana.

Nella mia guida trovi la mappa, tutte le tappe e diversi itinerari da quello completo se hai tempo a quelli più brevi da 3 e 7 giorni. E tutte le informazioni utili che ti servono per organizzare al meglio la tua francigena toscana.

Pronto a scoprire a piedi la Val d’Elsa, le Crete Senesi e la Val d’Orcia tra borghi medievali arroccati sulle colline, vigneti e filari di cipressi?

Piccolo spoiler: ti sembrerà di camminare dentro a un quadro : )

via francigena toscana

Via Francigena toscana in breve

  • Partenza: Passo della Cisa
  • Arrivo: Radicofani
  • Lunghezza: 370 km
  • Tappe: 15
  • Giorni: 15 sul percorso / 17 di viaggio complessivo (arrivo-partenza)
  • Difficoltà: adatto a chi è allenato a camminare, alcune tappe sono molto lunghe e con dislivello notevole.
  • Segnaletica: percorso ben segnalato con cartelli marroni con la scritta via Francigena, segnavia bianco-rossi o con bandiera bianco-rossa con pellegrino nero e adesivi lungo il percorso.
  • Periodo migliore: primavera e autunno, in estate lo sconsiglio per il caldo.
via francigena toscana

Via Francigena Toscana: tappe e lunghezza

La Via Francigena in Toscana è lunga 370 km, divisi in 15 tappe: dal Passo della Cisa a Radicofani, passando per la Lunigiana, la Versilia, la piana di Lucca, la Val d’Elsa, le Crete Senesi e la Val d’Orcia.

Camminerai su infinite strade bianche, mulattiere e sentieri che serpeggiano su e giù per le colline. Un’esperienza unica tra storia, natura e spiritualità.

Nella tabella che segue ti ho messo le tappe ufficiali della via francigena toscana, ma non disperare se non hai abbastanza tempo per farle tutte. Più avanti ti ho preparato degli itinerari con le tappe più belle e imperdibili.

Ti anticipo che, a parte il bellissimo Passo della Cisa, l’inizio del tratto toscano fino a Lucca non è esaltante, per gran parte del sentiero dovrai camminare su asfalto ed è abbastanza monotono.

TappaPercorsoLunghezza
1Passo della Cisa → Pontremoli19,5 km
2Pontremoli → Aulla32 km
3Aulla → Sarzana17,4 km
4Sarzana → Massa28,5 km
5Massa → Camaiore26 km
6Camaiore → Lucca24,9 km
7Lucca → Altopascio18,6 km
8Altopascio → San Miniato29,5 km
9San Miniato → Gambassi Terme23,7 km
10Gambassi Terme → San Gimignano13,3 km
11San Gimignano → Monteriggioni31 km
12Monteriggioni → Siena20,6 km
13Siena → Ponte d’Arbia25,8 km
14Ponte d’Arbia → San Quirico d’Orcia26,3 km
15San Quirico d’Orcia → Radicofani33 km

N.B. La tappa successiva, Radicofani – Acquapendente, segna il passaggio dalla Toscana al Lazio. Per questo motivo non l’ho inclusa nella tabella dedicata al tratto toscano.

Quanti giorni servono per percorrere la Via Francigena Toscana?

Se vuoi seguire l’itinerario ufficiale del sito della Francigena, dal Passo della Cisa a Radicofani, considera che ti servono 17 giorni, 15 di cammino cui dovrai aggiungerne altri due: quello di arrivo e quello di partenza. Ma se hai meno tempo puoi scegliere tra gli itinerari più brevi da 3 e 7 giorni che ti consiglio più avanti.

Quindi non hai scuse per non partire : )

Via Francigena Toscana in 7 giorni: le tappe da San Miniato a Radicofani

Se dovessi chiedermi: “Veronica ho solo pochi giorni, che parte faccio?”

Ti risponderei senza esitare: “Inizia da San Miniato senza rimpianti!”

Come ti ho anticipato qualche riga fa, il tratto precedente cammini per lunghi tratti su asfalto, invece partendo da San Miniato fin dai primi passi ti sembrerà di camminare dentro a un quadro.

Da San Miniato a Radicofani sono 7 tappe, ma se devi considerare anche il giorno di arrivo a San Miniato e quello del rientro, calcola complessivamente 9 giorni di viaggio.

Partirai dalle meravigliose colline della Val d’Elsa, e in un continuo saliscendi fra vigneti, oliveti e campi coltivati, raggiungerai prima Gambassi Terme e poi San Gimignano dove potrai festeggiare l’arrivo in piazza con quello che l’insegna promette essere il gelato più buono del mondo. L’ho mangiato e sì, per me il premio è meritato.

Continui a camminare per paesaggi bucolici fino ad approdare alla splendida Monteriggioni con le sue torri che dominano sulla collina e infine, dopo tanta campagna, la città: Siena.

Dopo aver dormito nell’ostello delle Balie nella piazza dello splendido Duomo, saluti piazza del Campo a pochi minuti e lasci la città imboccando le stradine bianche della Val d’Arbia e superato Buonconvento entrerai in Val d’Orcia fino al borgo medievale fortificato di San Quirico. L’ultima tappa attraversa poi Bagno Vignoni, prima della lunga salita finale verso Radicofani.

Qui potrai mettere a mollo i piedi nelle acque termali e rigenerarti prima della grande sfida dell’ultimo giorno: la salita di dieci km all’inarrivabile torre di Radicofani che ti terrà compagnia per gran parte del cammino.

Preparati a 174 km di pura meraviglia e immersione totale nella natura e nella pace, tra borghi e cascine dove il tempo si è fermato.

Mappa della Via Francigena Toscana da San Miniato a Radicofani

via francigena toscana
Mappa a scopo illustrativo

Puoi scaricarti le tracce GPS sul sito ufficiale.

Le tappe più belle della via Francigena toscana

Avendo percorso la Via Francigena da Aosta fino a Roma, se dovessi scegliere il tratto più bello non avrei molti dubbi: da San Miniato a Radicofani. In circa 174 km attraversi alcuni dei paesaggi e dei borghi che più rappresentano la Toscana: la Val d’Elsa, San Gimignano, Monteriggioni, Siena, le Crete Senesi e la Val d’Orcia.

Queste sono le 7 tappe che sceglierei.

TappaPercorsoLunghezza
1San Miniato → Gambassi Terme23,7 km
2Gambassi Terme → San Gimignano13,3 km
3San Gimignano → Monteriggioni31 km
4Monteriggioni → Siena20,6 km
5Siena → Ponte d’Arbia25,8 km
6Ponte d’Arbia → San Quirico d’Orcia26,3 km
7San Quirico d’Orcia → Radicofani33 km
TotaleSan Miniato → Radicofani173,7 km

Tappa 1: da San Miniato a Gambassi Terme

  • Lunghezza: 23,7 km
  • Dislivello: salita 406 m, discesa 231 m
  • Difficoltà: media

Lasciata San Miniato, cammini per 24 chilometri su strade bianche e sterrate punteggiate di file di cipressi e vigneti, con un panorama sulla campagna toscana ricca di abbazie e pievi, dove il tempo si è fermato. La tappa è abbastanza impegnativa per la lunghezza, con pochi punti di ristoro quindi ti consiglio di fare rifornimento di acqua e cibo a San Miniato.

Tappa 2: da Gambassi Terme a San Gimignano

  • Lunghezza: 13,3 km
  • Dislivello: salita 344 m, discesa 329 m
  • Difficoltà: facile

Una tappa breve di 13 chilometri, ma da non sottovalutare, tra il saliscendi delle colline e la meraviglia del paesaggio: dai crinali della Val d’Elsa al cuore medievale di San Gimignano. Strade bianche che ti portano tra vigneti, panorami sconfinati e uliveti, ti accompagnano verso San Gimignano con le sue torri svettanti.

Puoi fare rifornimento d’acqua solo a Pancole; non sono presenti altri punti di ristoro lungo il tragitto quindi anche qui consiglio di comprare cibo e snack a Gambassi Terme.

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Tappa 3: da San Gimignano a Monteriggioni

  • Lunghezza: 31 km
  • Dislivello: salita 513 m, discesa 563 m
  • Difficoltà: impegnativa

Una delle tappe più belle e impegnative della Via Francigena: 31 km tra il saliscendi delle colline e paesaggi rurali mozzafiato. Da San Gimignano cammini tra pievi, boschi, castelli e borghi medievali.

Qui ti consiglio di dormire nello splendido complesso di Abbadia a Isola, nell’ostello Contessa Ava dei Lambardi e salire a Monteriggioni all’alba del giorno successivo, come ho fatto io. Le torri di Monteriggioni ti accompagneranno tra i campi e il boschetto, e avrai una vista sublime sulla nebbia dorata che avvolge gli alberi e le torri.

Acqua e ristori sono presenti solo nei centri abitati.

Tappa 4: da Monteriggioni a Siena

  • Lunghezza: 20,6 km
  • Dislivello: salita 330 m, discesa 282 m
  • Difficoltà: media

Da Monteriggioni prendi le strade bianche della Montagnola Senese verso l’antico borgo abbandonato di Cerbaia. Prosegui tra boschi e campagna, per poi scendere nella pianura bonificata di Pian del Lago.

Infine attraversi il bosco dei Renai e Porta Camollia, ingresso francigeno a Siena. L’arrivo nel centro storico è un incanto per gli occhi: la maestosa Piazza del Campo, il Duomo, dove trovi anche il magnifico ostello delle Balie, e il Santa Maria della Scala.

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Tappa 5: da Siena a Ponte d’Arbia

  • Lunghezza: 25,8 km
  • Dislivello: salita 234 m, discesa 408 m
  • Difficoltà: media

Tappa abbastanza impegnativa e senza punti ristoro di 26 chilometri tra i paesaggi ondulati e silenziosi della Val d’Arbia. Lo skyline di Siena ti accompagna per i primi passi fino all’imbocco delle ormai familiari strade bianche tra campi coltivati, colline e panorami che si aprono fino al Monte Amiata.

Avrai anche un assaggio del paesaggio delle Crete Senesi, prima di raggiungere la meta del giorno: Ponte d’Arbia, lungo il fiume omonimo, citato da Sigerico nel suo itinerario.

Tappa 6: da Ponte d’Arbia a San Quirico d’Orcia

  • Lunghezza: 26,3 km
  • Dislivello: salita 513 m, discesa 258 m
  • Difficoltà: impegnativa

I 26 chilometri di oggi ti condurranno alla splendida Val d’Orcia, Patrimonio UNESCO.
Tra casolari, file di cipressi e campi coltivati, attraversi Buonconvento, un borgo medievale dal fascino intatto, e i celebri vigneti del Brunello, per poi proseguire su sentieri bianchi con splendidi panorami sulla Val d’Orcia e infine giungere a San Quirico.

Punti di ristoro a Buonconvento.

Sulla mia pagina IG sentieritralerighe trovi il mio taccuino di viaggio.

Tappa 7: da San Quirico d’Orcia a Radicofani

  • Lunghezza: 33 km
  • Dislivello: salita 908 m, discesa 532 m
  • Difficoltà: molto impegnativa

L’ultimo giorno è decisamente il più impegnativo ma anche tra i più memorabili della via Francigena toscana: 33 km tra i panorami e le colline spettacolari della Val d’Orcia. Alterni le solite stradine bianche a tratti pavimentati, tra salite, discese e guadi.

Dopo il borgo fortificato di Vignoni Alto scendi a Bagno Vignoni, famoso per la vasca termale nella storica piazza. Prosegui per le valli dei fiumi Orcia e Paglia, incontrando l’antico ospitale abbandonato de Le Briccole e alcuni guadi da affrontare con attenzione. Da qui inizia la sfida finale all’inarrivabile torre di Radicofani che ti accompagna nella salita finale di 10 chilometri.

Ma il panorama una volta arrivato in cima, ti ripagherà di tutta la fatica.

Rifornimenti d’acqua e ristoro a Bagno Vignoni, Gallina (fuori dal tracciato di circa 500 metri) e all’Agriturismo Podere San Giorgio (dove ho pensato seriamente di fermarmi tentata dall’atmosfera super rilassante e dal riposo, ma ho desistito e sono arrivata alla meta).

Via Francigena Toscana in 3 giorni

Se hai 3 giorni da dedicare al cammino, ho due itinerari da proporti: uno se sei meno allenato e l’altro se hai già esperienza. Considerando anche il giorno di arrivo e quello di partenza, calcola 5 giorni di viaggio complessivi. In entrambi i casi non rimarrai deluso dai paesaggi.

  1. San Miniato- Monteriggioni: borghi e colline della Val d’Elsa
  2. Siena- Radicofani: Crete senesi e Val d’Orcia

1.San Miniato- Monteriggioni

Il tratto in cui ho portato per la prima volta mia sorella a camminare. Non aveva mai fatto un’esperienza del genere e la scelta delle tappe si è rivelata perfetta. Quindi se sei poco allenato o se vuoi provare un assaggio di un viaggio a piedi, inizia da queste tre.

Il primo giorno faticherai un po’, ma grazie alla seconda tappa molto breve potrai recuperare le energie per affrontare l’ultimo giorno. La bellezza che ti circonda a ogni passo contribuirà a distrarti dalla stanchezza.

TappaLunghezza
San Miniato → Gambassi Terme23,7 km
Gambassi Terme → San Gimignano13,3 km
San Gimignano → Monteriggioni31 km
Totale68 km

2. Siena- Radicofani

Il modo più bello di scoprire la Val d’Orcia a piedi e anche il più sfidante. Anche se sono poche tappe ti assicuro che si fanno sentire tutte: sono lunghe e l’ultima presenta un dislivello importante per cui te la consiglio se sei già allenato.

In cambio otterrai l’immensa soddisfazione di arrivare con le tue gambe sul punto più panoramico della Val d’Orcia: la torre di Radicofani, dopo averla maledetta per tutti e dieci i chilometri in salita che ti ci porteranno. I tuoi occhi faranno il pieno di meraviglia una volta in cima!

TappaLunghezza
Siena → Ponte d’Arbia25,8 km
Ponte d’Arbia → San Quirico d’Orcia26,3 km
San Quirico d’Orcia → Radicofani33 km
Totale85,1 km

Quando fare la Via Francigena Toscana

La scelta del periodo può cambiare completamente l’esperienza sulla Via Francigena Toscana. Lo dico perché ho percorso questo cammino in momenti diversi dell’anno.

La prima volta sono partita da Aosta nell’estate del 2019, con l’intenzione di proseguire verso Roma. Arrivata a Lucca, però, ho deciso di fermarmi: le temperature avevano raggiunto i 40 °C e camminare per molte ore al giorno con quel caldo era diventata una tortura. In Toscana, inoltre, diversi tratti attraversano campagne e strade bianche dove l’ombra è poca, quindi in piena estate il caldo può diventare il vero ostacolo del cammino.

Sono tornata sulla Francigena all’inizio di settembre, questa volta insieme a mia sorella. Faceva ancora piuttosto caldo e, proprio per questo, se dovessi scegliere settembre partirei dalla seconda metà del mese, quando le temperature tendono a essere più adatte alle lunghe giornate di cammino.

Infine, nel maggio 2024 sono ripartita da Siena per arrivare fino a Roma. Tra le mie tre esperienze è stato il periodo in cui ho trovato le temperature migliori per camminare: giornate piacevoli, senza il caldo eccessivo dell’estate.

Quindi, sceglierei maggio oppure la seconda metà di settembre. Anche le indicazioni ufficiali della Via Francigena Toscana consigliano maggio-giugno e settembre- ottobre tra i periodi migliori, mentre l’estate può essere molto calda e alcuni tratti offrono poca ombra.

Il mio consiglio: se puoi scegliere, evita luglio e agosto. Sulla Via Francigena non è tanto la difficoltà tecnica a creare problemi, quanto affrontare 20 o 30 km sotto il sole nelle giornate più calde.

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Credenziale e Testimonium: come funzionano

La Credenziale del Pellegrino è una sorta di “passaporto” che accompagna chi percorre la Via Francigena. Lungo il cammino viene timbrata nelle strutture di accoglienza, negli uffici turistici, nelle parrocchie e in altri punti autorizzati, diventando anche un piccolo diario delle tappe percorse.

Non è obbligatoria per mettersi in cammino, ma è molto utile e, soprattutto, è necessaria per accedere a molte strutture di accoglienza dedicate ai pellegrini, dove è possibile dormire a prezzi contenuti o, in alcuni casi, a offerta.

La credenziale ufficiale può essere richiesta prima della partenza oppure ritirata presso alcuni punti di distribuzione lungo la Via Francigena. Puoi acquistarla online o nei punti di distribuzione indicati sul sito ufficiale.

Se invece vuoi proseguire fino a Roma, conservala con cura: sarà infatti necessaria per richiedere il Testimonium, il certificato che attesta l’avvenuto pellegrinaggio fino alla tomba di San Pietro.

Il Testimonium viene rilasciato ai pellegrini che arrivano a Roma dopo aver percorso almeno gli ultimi 100 km a piedi oppure 200 km in bicicletta, documentando il viaggio attraverso i timbri raccolti sulla credenziale.

È il corrispettivo francigeno della Compostela del Cammino di Santiago: non serve per percorrere la Via, naturalmente, ma rappresenta una bella conclusione se decidi di proseguire fino a Roma.

Dove dormire sulla Via Francigena Toscana

Lungo la Via Francigena Toscana trovi alloggi per tutte le tasche. Ci sono ostelli e accoglienze per pellegrini, le soluzioni più economiche, ma anche B&B, alberghi e agriturismi se preferisci una camera privata e qualche comodità in più. Il portale ufficiale raccoglie diverse tipologie di ospitalità lungo tutte le tappe toscane.

La scelta, però, secondo me non dipende soltanto dal budget, ma anche dallo spirito con cui vuoi affrontare il cammino.

Io ho dormito soprattutto negli ostelli e, se vuoi vivere fino in fondo l’esperienza della Via Francigena, sono quelli che consiglio. Non soltanto perché ti permettono di spendere meno.

Dormire in camerata, condividere gli spazi e rinunciare per qualche giorno alla privacy e alle comodità a cui siamo abituati insegna moltissimo. Quando torni alla vita normale ti accorgi del valore di tante piccole cose che prima davi per scontate.

Ma soprattutto negli ostelli si incontrano persone e si ascoltano storie.

Al centro Cresti di Ponte d’Arbia, per esempio, ho conosciuto dei ragazzi di Amsterdam che avevano lasciato un lavoro a tempo indeterminato per partire a piedi alla scoperta dell’Europa. Quando li ho incontrati stavano percorrendo la Francigena del Sud al contrario: il loro obiettivo era continuare a camminare fino a tornare in Olanda.

E poi ricordo una coppia di inglesi sulla settantina. Erano partiti da Canterbury, ma Roma per loro non rappresentava il traguardo. Volevano arrivare a Gerusalemme: più di 3.000 chilometri a piedi.

Sono incontri che probabilmente non avrei fatto chiudendomi ogni sera nella mia camera d’albergo. Negli ostelli si arriva stanchi e impolverati, si divide un tavolo con persone che fino a poche ore prima erano perfetti sconosciuti e spesso si finisce la serata ad ascoltare racconti incredibili.

Per questo, anche se preferisci avere qualche comodità in più durante il viaggio, ti consiglio di provare almeno una o due notti in un ostello per pellegrini.

Non significa che esista un modo giusto o sbagliato di percorrere la Francigena. C’è chi ama l’essenzialità degli ostelli e chi, dopo 30 chilometri a piedi, non vede l’ora di chiudersi nella propria stanza e farsi una doccia in santa pace.

Il cammino è tuo e sei tu a decidere come viverlo.

Gli ostelli che consiglio sulla Via Francigena Toscana

Tra quelli in cui ho dormito o che ricordo con particolare piacere lungo questo tratto, ce ne sono alcuni che secondo me meritano una menzione.

Ostello San Miniato – San Miniato
L’ostello San Miniato è un piccolo ostello nel centro storico e un’ottima soluzione se decidi di iniziare proprio da San Miniato (l’itinerario che consiglio in questa guida). Puoi arrivare il giorno precedente, dormi qui e parti la mattina successiva verso Gambassi Terme.

Ostello Sigerico – Gambassi Terme
Uno degli ostelli più caratteristici del percorso che mi ha ricordato l’atmosfera del Cammino francese di Santiago, è l’ostello Sigerico. Si trova presso la Pieve di Santa Maria a Chianni, luogo legato direttamente alla storia della Francigena e al viaggio dell’arcivescovo Sigerico. È una di quelle sistemazioni che, secondo me, fanno sentire davvero di essere dentro il cammino.

Ostello Contessa Ava dei Lambardi – Abbadia Isola
La posizione è già sufficiente a renderlo speciale: Abbadia Isola, poco prima di Monteriggioni, è uno dei luoghi più suggestivi di questo tratto della Francigena. Nell’ostello Contessa Ava dei Lambardi dormi nell’antico complesso monastico di Abbadia Isola, fondato nell’XI secolo. Si trova lungo la Francigena, circa 3,5 km prima di Monteriggioni arrivando da San Gimignano.

Centro Cresti – Ponte d’Arbia
Un’accoglienza pellegrina molto semplice, gestita dai volontari del paese e a donativo: proprio il genere di posto che conserva lo spirito più autentico del cammino. Il centro Cresti accoglie i pellegrini della Francigena da decenni e si trova sul percorso, alla fine della tappa.

Casa delle Balie – Siena
Un’altra delle sistemazioni che inserirei tra le più belle, anche per il luogo in cui si trova. Arrivare a Siena a piedi è già uno dei momenti più emozionanti della Francigena; fermarsi alla Casa delle Balie ti permette di mantenere quello spirito anche una volta terminata la tappa. E vogliamo dire anche che hai il Duomo davanti?

Il Palazzo del Pellegrino – San Quirico d’Orcia
Nel cuore del centro storico, nello storico Palazzo Pretorio, il Palazzo del Pellegrino si trova proprio sul percorso della Via Francigena. È un ostello dedicato ai viandanti e la posizione, davanti alla Collegiata, è perfetta per concludere la tappa immersi nell’atmosfera di San Quirico.

Un consiglio: strutture, modalità di accoglienza, periodi di apertura e prezzi possono cambiare. Prima di partire controlla sempre le informazioni aggiornate sul sito ufficiale e contatta direttamente l’ostello, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.

Come arrivare e spostarsi lungo la Via Francigena Toscana

Organizzare un tratto della Via Francigena Toscana senza automobile è abbastanza semplice, soprattutto scegliendo come punto di partenza o di arrivo una delle località meglio collegate. Treni e autobus locali permettono di raggiungere molte delle tappe del percorso, anche se per i borghi più piccoli è necessario organizzarsi con un po’ di anticipo.

San Miniato, punto di partenza di due tra gli itinerari che consiglio in questa guida, è servita dalla stazione ferroviaria San Miniato-Fucecchio. La stazione si trova nella parte bassa e non nel centro storico, quindi bisogna poi raggiungere San Miniato con il collegamento locale (o con una bella passeggiata in salita come ho fatto io). La stazione è servita dai treni regionali della Toscana.

Anche Siena è raggiungibile in treno ed è uno dei punti più comodi se vuoi iniziare o terminare qui il tuo cammino. San Gimignano, invece, non ha una propria stazione ferroviaria: per raggiungerla si possono utilizzare gli autobus locali, anche appoggiandosi alle stazioni della zona, come Poggibonsi-San Gimignano o Certaldo. Autolinee Toscane gestisce i collegamenti extraurbani del territorio.

Per località più piccole come Gambassi Terme, Monteriggioni, Ponte d’Arbia, San Quirico d’Orcia e Radicofani, il trasporto diventa particolarmente importante. Non tutte le tappe hanno infatti una stazione ferroviaria vicina e può essere necessario combinare autobus e treno per raggiungere il punto di partenza o rientrare una volta terminato il cammino.

Il mio consiglio è quindi molto semplice: prima di prenotare il viaggio decidi quale tratto vuoi percorrere e controlla subito i collegamenti del primo e dell’ultimo paese dell’itinerario. Nei centri più piccoli le corse degli autobus possono essere meno frequenti e gli orari possono cambiare tra giorni feriali, festivi e periodi dell’anno.

Per gli autobus puoi consultare Autolinee toscane che permette anche di controllare gli orari programmati e, dove disponibile, la posizione degli autobus in tempo reale. Per i collegamenti ferroviari, invece, ti conviene verificare su Trenitalia poco prima della partenza.

Consiglio: non limitarti a controllare come arrivare alla partenza. Verifica prima anche come lasciare la località in cui terminerai il cammino, soprattutto se si tratta di un piccolo borgo. Eviterai di scoprire dopo 25 o 30 km a piedi che l’ultimo autobus della giornata è già partito.

Cosa mettere nello zaino per la Via Francigena

Per la Via Francigena in primavera consiglio di viaggiare leggeri. Io ho usato uno zaino da 20 litri, per un peso totale di circa 6 kg, e per me è stato sufficiente.

La regola è semplice: porta poco, scegli capi tecnici che asciughino velocemente e preferisci oggetti che possano avere più di un utilizzo.

La mia checklist per lo zaino

  • K-way
  • 3 magliette tecniche
  • 1 pantalone tecnico convertibile in pantaloncino
  • 1 pantaloncino
  • 1 felpa
  • 4 paia di mutande
  • 4 paia di calzini
  • Infradito
  • Kit di pronto soccorso
  • Beauty case essenziale
  • Saponetta di Marsiglia per lavare vestiti e corpo
  • Borraccia
  • Power bank
  • Caricabatterie
  • Marsupio per documenti, soldi, telefono e credenziale

Peso del mio zaino: circa 6 kg.
In primavera conviene controllare il meteo pochi giorni prima della partenza e, se sono previste temperature basse, aggiungi uno strato termico leggero.

via francigena toscana

Le cose che avrei voluto sapere prima di partire

Dopo aver percorso la Via Francigena in periodi diversi, ci sono alcune cose che avrei voluto sapere prima di mettermi in cammino. Alcune sembrano banali, ma quando hai davanti 25 o 30 chilometri possono fare una grande differenza.

Acqua e rifornimenti: non aspettare di trovarli lungo il percorso

Non dare per scontato di incontrare bar, fontane o negozi. Alcune tappe attraversano per chilometri campagne e piccoli centri e i punti di ristoro possono essere pochi: per esempio, anche la scheda ufficiale della San Miniato–Gambassi segnala soltanto pochi punti di ristoro lungo i suoi 23,7 km.

Io ho imparato a fare rifornimento nella località di arrivo, preparando già quello che mi sarebbe servito per la tappa del giorno successivo. Acqua e qualcosa da mangiare per il cammino sono le prime cose a cui pensare appena arrivi, soprattutto se il giorno dopo parti presto.

Il caldo e l’ombra possono essere il vero problema

Ci sono tratti bellissimi, ma molto esposti. Io l’ho sentito particolarmente tra San Miniato e Gambassi Terme e nel tratto da Ponte d’Arbia verso Radicofani.

Con temperature elevate, chilometri che normalmente non rappresenterebbero un problema possono diventare molto più pesanti. Se fa caldo, parti presto al mattino, porta abbastanza acqua (1,5 litri) e non sottovalutare le ore centrali della giornata.

Non guardare soltanto i chilometri: controlla il dislivello

Questa è forse una delle cose più importanti che ho imparato: una tappa corta non è necessariamente una tappa facile.

Quando organizzi le giornate non guardare soltanto quanti chilometri dovrai percorrere. Controlla sempre anche dislivello positivo, profilo altimetrico e tipo di terreno.

La tappa San Quirico d’Orcia–Radicofani ne è l’esempio perfetto: sono circa 33 km con +908 metri di dislivello positivo.

La salita a Radicofani: quella che non mi aspettavo

E poi c’è Radicofani.

Gli ultimi 10 chilometri verso il borgo sono stati, personalmente, tra i più duri che abbia affrontato in tutti i cammini che ho percorso. Non tanto perché si tratti di una salita tecnicamente difficile, quanto perché arriva alla fine di una tappa già lunghissima.

Quando sei stanco e hai molti chilometri nelle gambe, vedere Radicofani lassù e sapere che devi ancora salire cambia la percezione della distanza. Anche la descrizione ufficiale segnala l’ultimo tratto come una lunga e faticosa salita verso il borgo.

Se dovessi rifarla, partirei molto presto e affronterei quella giornata sapendo già che la parte più dura arriva alla fine.

Dormire negli ostelli fa parte del cammino

Prima di partire pensavo agli ostelli soprattutto come a un modo economico per dormire. Dopo la Francigena ho capito che sono stati invece una parte fondamentale dell’esperienza.

Rinunci a un po’ di privacy e di comodità, certo, ma impari anche ad apprezzare quello che dai per scontato. E soprattutto incontri persone che non conosceresti soggiornando sempre in albergo.

Alcuni dei ricordi più belli che porto con me dalla Francigena non sono legati soltanto ai paesaggi o ai borghi, ma alle persone incontrate la sera negli ostelli e alle loro storie.

Vale la pena percorrere la Via Francigena Toscana?

Assolutamente sì.

Il primo motivo è forse il più semplice: la pace. Per gran parte del cammino sarà il silenzio, il rumore dei tuoi passi e quello dei sassi sotto le scarpe a tenerti compagnia. Se hai bisogno di staccare la spina per qualche giorno, rallentare e ricaricarti, la Via Francigena Toscana è il cammino ideale.

E poi c’è la Toscana. Visitare la Val d’Orcia, Siena, San Gimignano o Monteriggioni arrivando in macchina è una cosa. Raggiungerli a piedi è completamente diverso.

Dopo ore di cammino, quando finalmente un borgo ti compare davanti, hai la sensazione di essertelo conquistato. La soddisfazione di arrivarci con le tue gambe non è paragonabile a quella di scendere da un’auto dopo aver parcheggiato a pochi metri dal centro.

Ma soprattutto, camminando non guardi semplicemente il paesaggio: ci sei dentro. Lo attraversi, lo respiri, ne senti i rumori e gli odori. Hai il tempo di accorgerti dei particolari e, inevitabilmente, rallenti.

Me ne sono resa conto soprattutto alla fine del mio cammino. Durante il viaggio di ritorno verso Siena, dal finestrino del pullman vedevo scorrere parte dei luoghi che nei giorni precedenti avevo percorso a piedi. Guardando tutto quel verde pensavo: io lì dentro ci sono stata.

Avevo attraversato quelle colline passo dopo passo, visto strade, case, alberi e piccoli dettagli che dal finestrino scorrevano via in pochi secondi. Probabilmente non li avrei mai notati se avessi percorso quella stessa strada in un altro modo.

E c’è un’ultima cosa che amo della Francigena: entrare nei borghi e nelle città d’arte da pellegrino. Arrivare a Siena a piedi, dopo chilometri di sentieri e strade bianche, non è come visitarla durante un normale weekend. Con lo zaino sulle spalle e le gambe stanche, attraversare quelle strade sembra quasi catapultarti in un’altra dimensione, in un tempo che per qualche istante sembra essersi fermato al Medioevo.

È questo, forse, il motivo per cui consiglio così tanto la Via Francigena Toscana. Non servono settimane a disposizione per sentire l’effetto del cammino.

Se hai anche solo pochi giorni e senti il bisogno di rallentare, stare in silenzio, camminare e ricaricarti, scegli un tratto, metti poche cose nello zaino e parti.

La Toscana vista a piedi è un’altra Toscana.

Un abbraccio.

Veronica.

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